1

silviamarchioniniinsediamento
VERBANIA – 21.03.2015 – Il canile sarà gestito da una cooperativa sociale e il bando sarà pubblicato a giorni. È questa la risposta che il sindaco di Verbania Silvia Marchionini e l’assessore all’Ambiente Laura Sau rivolgono a chi questa mattina ha protestato a Palazzo di città. In una nota stampa diffusa nel primo pomeriggio l’Amministrazione annuncia novità a stretto giro di posta: “confermiamo che entro pochi giorni uscirà, come la conferenza dei trenta sindaci del servizio associato (Verbano e bassa Ossola, ndr) ha deciso,il bando pubblico per l'affidamento ad una cooperativa sociale del canile, con attenzione ai dipendenti, e con la previsione di investimenti per riqualificare l'area”, scrivono sindaco e assessore che ribadiscono di aver agito “responsabilmente” avendo come obiettivo l’aumento delle adozioni dei cani e la riduzione dei costi della struttura, “che ammontano a oltre 450mila euro negli ultimi 4 anni e mezzo. Una cifra enorme, se si pensa ai bisogni impellenti della città.Una pesante eredità ricevuta dalla passata Amministrazione: e noi non intendiamo proseguire su questa strada”.

Il “rifugio del cane” di Verbania è nato negli anni ’80 in via al Plusc su iniziativa e con i mezzi di alcuni volontari guidati dalla professoressa Laura Zamana, primo e storico presidente. Non è mai stato un canile sanitario, cioè una struttura per l’accalappiamento, la cura e l’assistenza dei randagi, ma appunto un “rifugio”, una sorta di pensionato dove alcuni animali trascorrevano interi anni sino alla fine della loro vita. A inizio anni Duemila il Comune, che di fatto ne è entrato in possesso, ha investito nelle infrastrutture. L’associazione Amici degli animali l’ha sempre gestito attraverso una convenzione con il Comune che s’è perpetuata per almeno vent’anni più o meno alle attuali cifre. Il denaro serviva e serve per pagare il personale (tre dipendenti), il mangime, le utenze e le spese inerenti la cura dei cani, che a un certo punto, attorno al 2002-2003, erano diventati addirittura cento.

Gli elevati costi e l’irrigidimento delle leggi sull’affidamento dei servizi hanno spinto man mano verso la gestione tramite appalto. Sotto la giunta Zacchera sono state ben due le gare andate deserte. Al termine della seconda, come consente la legge, il dirigente ha proceduto a trattativa privata. Ciò che è successo dopo è la cronaca degli ultimi nove mesi.   

Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui. Se prosegui nella navigazione di questo sito acconsenti l'utilizzo dei cookie.