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tribunale 17

VERBANIA - 28-10-2020 -- In aula non s’è presentata,

ma ha fatto pervenire un certificato medico che ne attesta l’impedimento per problemi psicologici. Una giustificazione poco convincente per il pubblico ministero, che già in un altro processo aveva avuto a che fare con la stessa imputata –una donna di 51 anni residente in Ossola– e con analoghe scuse rivelatesi fasulle. Per questo, oggi, il pm Anna Maria Rossi ha chiesto e ottenuto dal giudice Donatella Banci Buonamici la sospensione dell’udienza e un accertamento urgente. I carabinieri sono stati mandati sul luogo di lavoro (la donna è cassiera in un supermercato di Verbania), al domicilio, e hanno sentito il medico sulle circostanze del rilascio del certificato. I risultati dei controlli sono stati poi riferiti al giudice da un maresciallo della sezione di pg: la donna oggi era di riposo dal lavoro, non è stata trovata in casa perché -così ha detto contattata al telefono- era andata a fare la spesa, ieri mattina ha ricevuto dal medico la giustificazione per oggi.

A fronte degli esiti del controllo, il magistrato ha respinto la richiesta di legittimo impedimento e ha avviato il processo. La 51enne è accusata di furto aggravato e molestie nei confronti dell’ex convivente. Non è escluso -il pm l’ha lasciato intendere- che la Procura possa aprire un fascicolo per falso nei confronti del medico, come accaduto nel precedente processo.

 


 

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