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VERBANIA – 21.03.2015 – Lo ritenevano uno scherzo ma è diventato un incubo. Viaggia sul web e va annoverato nel ricco dibattito sui limiti di accesso e sull’uso dei social network tra i giovanissimi il caso avvenuto nei giorni scorsi a Verbania con protagoniste tre adolescenti: due di tredici anni e una di dodici.

“Disponibile a sesso violento con uomini tra i 15 e i 60 anni”. Suona così, seguito da un nome e da un numero di cellulare, l’annuncio che le teen ager più grandi hanno pubblicato su Facebook indicando il numero cui contattare l’amica di un anno più piccola.

Uno scherzo, così si sono giustificate con le forze dell’ordine. Un incubo per la vittima che ha iniziato a ricevere sms molto espliciti e pesanti e che ha spinto i genitori a presentarsi in questura e a sporgere querela.

La squadra mobile di Verbania non ha impiegato troppo tempo a risalire all’indirizzo ip del telefonino attraverso il quale l’annuncio era stato pubblicato sul social network e ha individuato le due adolescenti di Verbania che ne erano state le autrici.

Interrogate, hanno ammesso le proprie responsabilità, spiegando che si trattava di uno scherzo. Chissà se, prima di cliccare il tasto “pubblica” hanno pensato alle conseguenze e al fatto che un nome e un numero di telefono associati a un annuncio così esplicito sarebbero stati come un boccone di carne lanciato in un mare di squali.

Le due minorenni risultano indagate per il reato di diffamazione aggravata, ma non saranno condannate perché l’articolo 97 del codice penale è esplicito nell’affermare che per tutti i reati compiuti prima di aver compiuto il quattordicesimo anno di età esiste l’impunibilità.

Il caso è l’occasione per la polizia di ricordare i rischi che si corrono nella navigazione “disinvolta” in internet e nei social network e nell’accesso a router o collegamenti wi-fi, invitando i genitori e le famiglie a vigilare sul comportamento dei figli. 

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