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VERBANIA - 15-09-2020 -- Tutto il peso (e il costo)

della burocrazia autocertificativa… alla faccia di Greta Thunberg e della rivoluzione digitale. I genitori che ieri hanno mandato a scuola i figli hanno già imparato a fare i conti con una delle più grandi passioni dell’Italia: produrre carta. Ogni mattina devono autocertificare che lo studente, dopo che gli è stata rilevata la temperatura e prima di andare a scuola, ha meno di 37,5°.

Tralasciamo il dibattito sull’utilità della dichiarazione, che appare più come uno sgravio di responsabilità piuttosto che come un efficace strumento per prevenire il Covid-19.

Concentriamoci sul modo in cui si deve autocertificare. Non in maniera elettronica. Ogni scuola, ormai da tempo, adotta il registro elettronico su cui i genitori appongono il nulla osta di presa visione delle circolari, controllano e giustificano le assenze, verificano i voti. È un passo avanti di quell’annunciata e auspicata digitalizzazione della scuola che da mesi a Roma vanno ripetendo sarà il futuro, finanziato anche con il Recovery fund. Sarebbe logico che quello fosse, almeno in via prevalente (a eccezione di quelle famiglie che patiscono la mancanza di strumenti e connessione), lo strumento per adempiere a questa incombenza di legge. Non è così perché, da ieri, tutte le mattine gli studenti devono entrare in classe con, nel diario, un foglietto scarabocchiato dal papà o dalla mamma, o dal facente funzione la potestà genitoriale. Ciascuno s’è arrangiato. C’è chi ha predisposto un modulo a cedolini, con 4-5 strisce da ritagliare; e c’è chi ha scelto una sorta di registro cumulativo utilizzabile per più settimane. Ma c’è anche chi -come l’istituto tecnico “Lorenzo Cobianchi” di Verbania, la più grande scuola della provincia- ha adottato un modulo per tutti (studenti, ma anche i docenti, il personale Ata e gli impiegati) grande come un intero foglio A4, bianco per più della metà, con 20 righe (nemmeno piene) di testo, di cui 6 da vergare a mano con l’indicazione di nome, cognome, luogo e data di nascita, numero del documento di identità, ruolo nella scuola, e nome dell’istituto.

Se i 1.800 alunni della scuola (senza contare le altre figure) fossero presenti per tutti i 208 giorni del calendario scolastico 2020/2021, produrrebbero 374.400 fogli di carta: 749 risme da 500. Contando che dalla cellulosa di un albero si stima si ricavino 79.000 fogli, le autocertificazioni in un anno “costerebbero” sul piano ambientale 5 alberi. Alla faccia di Greta Thunberg e dei Fridays for future, dell’ecosostenibilità, ma anche del buon senso e della rivoluzione digitale.

 

 


 

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