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VERBANIA - 27-06-2020 -- Dopo l’incidente,

avvenuto nell'ottobre del 2018, pensava che non avrebbe avuto conseguenze: né sanzioni, né denunce. La pattuglia della Polstrada intervenuta sul posto, infatti, nel ricostruire il sinistro avvenuto alla rotonda tra corso Italia e via Zappelli, a Zoverallo di Verbania, aveva addebitato la responsabilità al conducente della Volkswagen Golf che, senza dare la precedenza alla rotatoria, s’era scontrata con l’autocarro Nissan di un 41enne residente a Gravellona Toce. Nell’impatto il conducente della Golf, un 49enne di Verbania, s’era procurato la frattura di una vertebra con prognosi di 90 giorni. Ma a processo è finito l’altro: il guidatore del camion. La Procura, infatti, l’ha rinviato a giudizio basandosi sulla relazione che la stessa Polstrada ha redatto in ufficio, integrando il verbale scritto “su strada”, e annotando che il 41enne aveva violato il comma 1 dell’articolo 145 del Codice della strada, quello per cui “i conducenti, approssimandosi ad una intersezione, devono usare la massima prudenza al fine di evitare incidenti”.

Da qui la contestazione di lesioni stradali gravi, con l’aggravante della durata della prognosi. Dall’esame dei testimoni, a partire dagli stessi agenti di polizia, è emerso che non ci fu alcuna disattenzione e che quell’articolo del Codice era stato applicato forse con troppo zelo, tanto che è stato per primo il pubblico ministero a chiedere l’assoluzione del conducente dell’autocarro, accordata dal giudice.

 

 


 

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