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polizia sindacati

VERBANIA – 13-02-2020 – Il distaccamento

della Polstrada di Domo è destinato a chiudere. La conferma al piano di tagli del ministro dell’Interno Luciana Lamorgese che prevede le soppressioni -in Piemonte- degli uffici di Ceva, Domo e Borgomanero, è arrivata ieri in parlamento, durante il question time. È il primo passo di una riforma per la quale, dal territorio, giunge un secco no. I primi a criticare la scelta dell’Amministrazione centrale sono i poliziotti. Porta la firma di tutte le sei principali sigle sindacali (Domenico Gallotti per il Siulp, Nicola Farinaccio per il Sap, Stefano Ferina per il Coisp, Antonio Castelli per il Siap, Domenico Porcelli dell’Fsp-polizia di stato, Danilo Pompucci (Silp Cgil-Uil polizia) il documento illustrato oggi in conferenza stampa, alla presenza anche di Tommaso Di Gaudio del Siulp nazionale che difende il distaccamento. “Non per noi, perché la chiusura non significa la perdita di posti di lavoro – dicono i sindacalisti – ma per il territorio e per la sua popolazione, che avrà un servizio in meno”. Parlando di una decisione “non condivisibile e inspiegabile”, hanno evidenziato i motivi per cui la chiusura va rivista: perché Domo è un importante centro di confine con stazione ferroviaria e scalo merci internazionale, con tre valichi di frontiera extra-Ue, è lontana dal più vicino ufficio (Verbania, a 45 km) ed è in uno stabile demaniale che non comporta costi.

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