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VERBANIA - 10.10.2019 - Garantire la qualità del servizio

di ristorazione ospedaliera, mantenere i livelli occupazionali ed evitare il trasferimento di una parte delle lavoratrici in altra sede, fuori provincia. E' l'impegno a difendere queste posizioni - oggi percepite in forse - che i sindacati chiedono a Provincia e Comuni ed è quanto, lunedì 14 ottobre, Filcams-Cgil, Fiscascat - Cisl e UilTucs appureranno nel corso dell'incontro previsto in Regione con i vertici della società vincitrice dell'appalto, indetto - dopo anni di proroghe - da Scr, la società di committenza regionale. A gestire la ristorazione nei tre ospedali del VCO da novembre sarà dunque il gruppo vicentino Serenissima, ma nell'aggiudicazione ci sono punti che destano forti preoccupazioni. Sono una cinquantina le lavoratrici impiegate nel servizio nei tre ospedali; prevalentemente al Castelli e al Coq, dove ci sono ancora le cucine mentre al San Biagio la produzione dei pasti è cessata da qualche anno. Nei mesi scorsi, le cucine del Castelli sono rimaste chiuse per ristrutturazioni urgenti, misure tampone che pur non risolvendo i problemi alla radice hanno comunque consentito la ripresa del servizio: "L'azienda appaltatrice - spiega Michele Piffero di Filcams-Cgil - ha ottenuto un punteggio superiore perché nell'offerta s'è impegnata a ristrutturare la cucina di Verbania mentre a Omegna non si fa minimamente cenno. Al contrario è prevista la possibilità di uno spostamento del personale. E se si considera che il bando di gara non prevedeva neppure l'obbligo di produrre i pasti nel VCO, ci chiediamo dove finiranno le maestranze quando le cucine del Castelli chiuderanno per ristrutturazioni, e cosa ne sarà della cucina di Omegna. Il gruppo Serenissima ha la cucina più vicina a Vercelli, vuol dire forse che ci saranno lavoratrici che dovranno spostarsi? E vuol dire anche che negli ospedali del VCO i pasti arriveranno da Vercelli?" Al di là dei problemi sindacali, la questione, rimarcano le organizzazioni sindacali, è anche della qualità del servizio: "Il costo individuale per pasto è basso, siamo intorno ai 4 euro - prosegue Piffero - che qualità potrà esserci nel piatto? Nei mesi scorsi - conclude - abbiamo già avuto degli incontri preventivi con Provincia e Comuni, oggi, alla vigilia dell'incontro in Regione vogliamo rimarcare le nostre preoccupazioni chiedendo l'impegno del territorio a difendere un importante servizio e la qualità del lavoro di 50 persone".

 

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