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VERBANIA – 10.10.2019 – Assolto per non aver commesso il fatto.

È stato scagionato in pieno, su richiesta dello stesso pubblico ministero Anna Maria Rossi, il presidente dell'azienda multinazionale austriaca finito a processo a Verbania per un infortunio sul lavoro avvenuto in un magazzino di Gravellona Toce nell'estate del 2016.

Nell'azienda è operativo un sistema di logistica basato su una serie di macchine trasportatrici: a un rullo centrale se ne collegano dieci laterali che finiscono ciascuno in una baia. In uno di questi si verificò la rottura di una biella, il piano si inclinò e una cassa scivolò velocemente verso la postazione dell'operaio che, nell'impatto, subì l'amputazione di un dito. Lo Spresal aprì un'inchiesta, sette mesi dopo effettuò un sopralluogo e individuò la responsabilità nel produttore e venditore di quel macchinario, l'azienda austriaca il cui amministratore è finito alla sbarra con l'accusa di lesioni colpose. A scagionarlo sono state le consulenze tecniche degli ingegneri che hanno esaminato le rulliere rilevando, innanzitutto, che la multinazionale indicata dallo Spresal non era l'azienda produttrice delle parti danneggiate (peraltro la manutenzione avveniva a Gravellona, nell'officina interna la fabbrica), motivo per cui il pm ha chiesto di dichiarare l'estraneità dell'austriaco. L'accusa ha anche chiesto che, nel caso il giudice avesse ritenuto sussistere un collegamento con l'infortunio, in subordine fosse pronunciata l'assoluzione perché il fatto non sussiste non essendo chiaro, come rilevato in fase di indagini, che vi era un limite di carico sull'intero rullo, ma solo un'indicazione al metro. Tesi, questa, accolta dal giudice.

 

 

 

 

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