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COSSOGNO – 30.08.2015 – Tutto entro una settimana:

protesta di piazza, assemblee comunali e eventuale ricorso al Tar. Prosegue inesorabile il conto alla rovescia per la rivoluzione di Poste Italiane che in tutta Italia, Vco compreso, ridurrà il proprio servizio chiudendo uffici (in provincia: Carciano) e riducendo i giorni di apertura (nel Vco per una decina di comuni, perlopiù in comuni piccoli e di montagna). La data per l’avvio del pano, salvo ripensamenti, è il 7 settembre. Mancano quindi otto giorni entro i quali – come concordato nella riunione tenutasi in settimana al Tecnoparco - la Regione, tramite il vicepresidente Aldo Reschigna, proponga all’azienda un contropiano locale. Per sollecitarlo, ma anche in caso che non si ottengano effetti significativi, i sindaci si stanno mobilitando.

Il primo cittadino di Stresa, Giuseppe Bottini, ha già annunciato già giovedì che se verrà confermata la chiusura di Carciano, ricorrerà al Tar chiedendone l’annullamento. Ieri anche il collega di Cossogno, Doriano Camossi, ha preso posizione. In una lettera inviata a tutti  sindaci, ai sindacati, alla Provincia e alla Regione, chiede che venga al più presto organizzata una protesta pubblica a Torino, sotto la sede regionale delle Poste. Chiede inoltre l’organizzazione di incontri pubblici nei singoli comuni nei quali redigere un documento unitario di protesta, ma soprattutto si prepara al ricorso. Cogliendo la disponibilità dell’avvocatura comunale offerta dal sindaco di Verbania Silvia Marchionini, suggerisce che venga predisposto “a nome dei comuni o per singolo comune, un ricorso alla giustizia amministrativa che tuteli i legittimi interessi dei nostri comuni montani”.

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