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piscina comunale verbania
VERBANIA – 30.08.2015 – Critiche, lamentele, interpellanze, polemiche

e – ora – lettere: che cosa succede alla piscina comunale di Verbania? Da almeno un paio d’anni a questa parte la struttura di via Brigata Cesare Battisti è al centro dell’attenzione. Di proprietà comunale ma gestita dall’Insubrika – associazione sportiva dilettantistica senza scopo di lucro ma a responsabilità limitata – è affidata dal primo alla seconda tramite un contratto molto lungo (12 anni, fino al 2024) nel quale la società s’è impegnata a effettuare notevoli investimenti sulla struttura, che è vetusta e necessita di manutenzioni.

La nuova gestione, dall’appalto in poi, ha modificato alcuni parametri gestionali. Tra le decisioni assunte quelle sul contratto dei dipendenti, alcuni dei quali sono stati licenziati, con polemiche politiche – si era a inizio 2014 – preelettorali. Con le elezioni e la nuova giunta i motivi di attrito non sono diminuiti. Anzi. L’anno scorso il Movimento 5 stelle ha sollevato il “caso” delle bollette dell’acqua non rimborsate dalla società al Comune (intestatario del contatore) e dei lavori non eseguiti. Nei mesi successivi s’è serrato il confronto tra società e Comune proprio sul piano delle opere, con una trattativa che è tuttora in corso.

Nel frattempo, in tempi più recenti, un gruppo di persone che praticava la pallanuoto ha fondato una nuova società e reclama spazi.

Palazzo di Città ha ricevuto e riceve alcune sollecitazioni che, sul piano politico, il sindaco Silvia Marchionini ha trasformato lunedì scorso in una lettera al gestore – diffusa anche agli organi di informazione con il titolo “gravi disservizi piscina comunale” – in cui si muovono una serie di rilievi: scadimento del servizio offerto, carenza di manutenzioni ordinarie, fallimenti nei rapporti con le attività ricreativo-ludiche e sportivo-agonistiche. “ritengo che tali denunce contengano addebiti assai gravi e in alcun modo tollerabili”, ha scritto il primo cittadino” che ha concluso invitando la società a “porre rimedio allo stato di fatto denunciato da segnalazioni di genitori e di cittadini sulla corretta gestione della struttura comunale, comunicando che il Comune di Verbania, in qualità di Ente concedente, trarrà dal comportamento della Società le doverose conseguenze a norma di contratto”.

La lettera, anche se il primo cittadino non esclude che possa portare alla revoca del contratto, non ha alcun valore formale. Legalmente è compito del dirigente, non della parte politica, assumere eventuali provvedimenti. Certo, il suo peso – visti anche i toni perentori – è molto significativo. Non è però una novità che la giunta ritenga la questione piscina molto importante, al punto di dare un preciso input. Il 17 febbraio, nell’atto che dà ai dirigenti gli obiettivi strategici per l’anno 2015 (in base al raggiungimento dei quali si riceve un bonus sullo stipendio base) al responsabile del settore viene dato un compito, la “verifica obblighi contrattuali piscina comunale”. Compito che ha una prima scadenza entro il 31 marzo. In caso di esito negativo, c’è già un cronoprogramma: verifica delle funzionalità dell’impianto entro aprile, definizione del nuovo capitolato speciale d’appalto entro il 31 maggio, chiusura della procedura entro il 31 dicembre. Il tutto con il mantenimento in funzione dell’impianto nella fase di transizione da vecchio a nuovo gestore.

Chiamata in causa, l’Insubrika risponde. Senza intervenire nel discorso politico e nell’opportunità di rendere pubblica la corrispondenza tra ente proprietario e gestore, nel merito delle contestazioni vengono respinti tutti gli addebiti: “Abbiamo sempre risposto alle osservazioni dell’Asl con interventi immediati – dice il presidente, Paolo Preti – e l’impianto ha sempre funzionato. Abbiamo presentato da mesi un progetto per rendere idonea la struttura e aspettiamo risposte dal Comune. Lo stesso vale per i pannelli dell’impianto solare termico, che non funzionano da tre anni perché hanno problemi di natura progettuale e esecutiva. Abbiamo preso in carico un impianto che doveva sfruttare la luce del sole per abbattere i costi. Invece non funziona e ci provoca un sovrappiù di costi”.

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