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VERBANIA – 03.10.2019 – Uno ha chiesto di patteggiare,

gli altri hanno scelto il rito abbreviato. S'è aperto oggi in udienza preliminare il processo ai quattro uomini accusati della rapina all'ufficio postale di Nonio avvenuta il 3 dicembre del 2018. Gli imputati sono quattro uomini di origine campana: tre residenti nel Napoletano e uno a Cesara. Angelo Moccia, 64 anni, che nel Cusio vive e lavora -nel settore edile- da anni, è accusato di aver ospitato i due che materialmente compirono la rapina: Nunzio Amato, 25 anni; e Maurizio Esposito, di 45. Nel colpo è stato coinvolto anche Angelo Annunziata, 48 anni. Tutti sottoposti a misure cautelari nel mese di marzo, andranno a giudizio il 28 ottobre. È questa la data alla quale il gup Beatrice Alesci ha rinviato il procedimento, nell'ipotesi che venga liquidata l'unica parte civile costituita, la direttrice dell'ufficio postale rapinato, alla quale l'azienda ha contestato un comportamento negligente nel custodire il denaro fuori dalla cassaforte, addebitandole i 7.000 euro sottratti dai malviventi. L'impiegata è costituita con l'avvocato Antonello Riccio. Moccia, difeso dall'avvocato Giuliano Clementi, ha scelto di patteggiare e sta definendo con la Procura la pena finale, inferiore ai due anni e che, vista l'incesuratezza dell'imputato, gli varrebbe il beneficio della sospensione condizionale.

Il colpo a Nonio avvenne di prima mattina, appena dopo l'orario di apertura. Era inizio mese e le guardie giurate aveva scaricato dal furgone blindato 15.000 euro per il pagamento delle pensioni. Metà contante era stato riposto nella cassaforte temporizzata, l'altra metà l'impiegata l'aveva tenuto sul bancone. Quando i due rapinatori entrarono a volto coperto e impugnando la pistola, gli consegnò il denaro. Si dileguarono e non furono rintracciati nonostante i tempestivi posti di blocco istituiti dalle forze dell'ordine. La svolta nelle indagini arrivò grazie a un'impronta rilevata dalla Scientifica dei carabinieri. Identificato un rapinatore, il Nucleo investigativo dell'Arma di Verbania ha poi incrociato i tabulati telefonici e le immagini della videosorveglianza, ed effettuato intercettazioni ambientali sino a costruire il quadro probatorio. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, i due campani erano saliti in auto a Cesara il 29 novembre, erano stati ospiti di Moccia sino al 3 dicembre e, dopo la rapina, avevano atteso in casa sua il tardo pomeriggio per rincasare: uno in auto e uno in treno da Arona.

 

 

 

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