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VERBANIA – 11.10.2018 – Una vacanza a cinque stelle

al Grand hotel. E a scrocco. S’era trattato bene nel suo soggiorno a Stresa il giovane calabrese Rosario Tavano. Stanza con tutti i comfort, trattamenti nella spa e shopping nello store interno dell’albergo avevano fatto salire il conto a circa 2.000 euro. Una cifra che, al momento del check out – nel novembre del 2016 – il concierge del Grand hotel et Des Iles Borromees chiese fosse pagata. Ma che, in quel momento, era impossibile corrispondere perché le carte di credito in possesso del cliente non funzionavano. Impossibilitato a concludere, Tavano lasciò l’hotel e Stresa promettendo che, rincasato, avrebbe provveduto con un bonifico bancario. Bonifico atteso, sollecitato ma mai arrivato, tanto che la direzione dell’hotel sporse denuncia.

Processato per il reato di insolvenza fraudolenta, il giovane calabrese – che in quello stesso periodo è incappato in una “disavventura” simile in un hotel della Val d’Aosta – è stato condannato a tre mesi (pena sospesa) dal Tribunale di Verbania, al pagamento delle spese di costituzione di parte civile e al risarcimento di 1.503,25 euro, cifra ridotta perché la merce acquistata nel negozio interno l’hotel, è stata nel frattempo restituita.

 

 

 

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